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Opera vincitrice alla IV edizione del Premio “Mangiaparole” (Sezione Poesie)

NOVITA'EDITORIALI:

LIBERTA' attraverso Eros Filìa Agape di Luciana Vasile con nota introduttiva di Franco Ferrarotti. Edzione PROGETTO CULTURA.

 

NOTA INTRODUTTIVA DI FRANCO FERRAROTTI

Secondo la grande Diotima, nel Simposio platonico, Eros è figlio di póros e di penìa . Figura dunque, all’apparenza, contraddittoria : nel momento in cui è ripieno e trabo cc a di doni e di «espedienti», ha bisogno dell’altro, sente la propria povertà, avverte nel profondo la necessità del dialogo. Condivisione contro appropriazione. Libero pensare contro predatorio afferrare.

Nei versi di Luciana Vasile la dualità di Eros va oltre la contraddizione. Si scopr e una verità più profonda , oltre la maschera ottundente del sonnambulismo quotidiano e della saggezza convenzionale . L ’alterità dà la mano e aiuta a crescere l’identità. I versi di Luciana Vasile partecipano e risuonano su questo doppio registro, se ne imp adroniscono fino a consumarlo in un a nuova, inedita sintesi.

Ego e alter in questi versi celebrano la loro vittoria sull’isolamento, l’estraneità, la lontananza. Il miserabile ego cartesiano, che si illude di essere autonomo nella sua solitudine e suprema mente autosufficiente, trova qui la sua radicale diffida e insieme lo slancio per il suo superamento. Nessuno si salva da solo.

Stiamo vivendo e a fondo sperimentando il venir meno del legame sociale interpersonale nella sua splendida, spesso inedita, spo ntaneità. Nel momento in cui le comunicazioni si moltiplicano, su scala planetaria e in tempo reale, aumenta paradossalmente il senso di estraneità, deperisce l’idea di prossimo, si attenua fin quasi a scomparire il legame significativo fra persona e perso na. La stessa società è in pericolo. Da compagine relativamente ordinata e ragionevole rischia di farsi e ridursi a congerie caotica, rete di ricatti reciproci, disordinato insorgere di rancori e sfiducia. È in crisi il rapporto interindividuale. Sul suo « telefonino», che una malaugurata idea di «progresso» vuole in classe, lo studente verifica ciò che dice il professore. Non se ne fida. Vuole controllare. Non c’è scambio faccia a faccia. La fiducia reciproca si è inaridita. In questa prospettiva i versi di Luciana Vasile sono una promessa, ma anche un allarme.














Luciana Vasile, nata a Roma, è architetto
Dal 2004 ha conseguito oltre centoquaranta premi nella prosa e nella poesia.Nel 2006 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Per il verso del pelo"; nel 2008, "Lo sguardo senza volto" , una antologia con curatore Donato di Stasi che comprende 11 poeti del disincanto;nel 2012 "Danzadelsé"- Ho ballato per paparone e altre storie, vincitore del Premio internazionale Lago Gerundo 2013; Collabora a numerose riviste letterarie. E' membro del'associazione internazionale degli scrittori: P.E.N.Club italiano e svizzero.
Dal 2003 pratica volontariato nel terzo mondo per la costruzione di case per gli ultimi. E' fondatrice e presidente della "HO UNA CASA - Onlus per la dignità dell'abitare.